Tra settembre e ottobre, il festival delle bionde conquista Monaco
Amanti della birra, unitevi: è il momento di alzare i calici.... da litro!
Con il mese di settembre, si accendono i riflettori sull’evento che porta in scena la regina biondo platino delle tavolate all’insegna di panini e grigliate, e che infiamma Monaco di Baviera: l’Oktoberfest.
 
La più grande festa della birra al mondo, con i suoi 6 milioni di visitatori all’anno.
L’evento popolare tedesco dai numeri da celebrazione di livello mondiale (6 milioni i litri di birra che scorrono e 120.000 le paia di salsicce abbrustolite durante l’Oktoberfest, per dare qualche cifra).
Il festival che segna l’inizio ufficioso della stagione autunnale.
Quest’anno, le date da mettere in calendario sono 21 settembre - 6 ottobre 2013.
 
Ma come è nato?
Era il 12 ottobre 1810, il principe Ludwig di Baviera e Teresa di Sassonia–Hildburghausen si univano in matrimonio. Cinque giorni di festeggiamenti ufficiali, all’insegna cibo, musica e parate militari, conclusisi con una corsa di cavalli organizzata sul Theresienwiese, (‘il prato di Teresa’), un prato poco fuori città. Un evento ripetuto l’anno successivo e quello seguente, e diventato, così, un appuntamento fisso.

Il primo tassello nella storia dell’Oktoberfest.
La birra fa capolino qualche anno dopo, nel 1818. Ed è nel 1896 che sorgono i primi stand dei birrifici di Monaco (nome ‘in codice’: Festhalle), le star indiscusse della manifestazione: gli unici fornitori di birra dell’evento dove questa bevanda scorre in boccali da litro – accessorio simbolo della manifestazione.
 
La parola magica della manifestazione è ‘Märzen’: la varietà (prodotta in marzo, come suggerisce il nome) alla quale appartengono le birre appositamente prodotte per essere servite tra i wüstel e le salamelle della kermesse tedesca. Un qualità a bassa fermentazione, più scura e forte delle lager tradizionali.
Sei sono le birre ufficiali dell’Oktoberfest.

Ma quali sono?
La Löwenbräu (la ‘Birra del Leone’, immancabile sulle tavolate dell’Oktoberfest), dall’aroma biscottato, dal gusto speziato e leggermente amaro e dalla schiuma persistente;
la Paulaner, leggermente amara, con schiuma densa e aroma delicato, di frumento;
la Augustiner, dal profumo di malto, luppolo e zucchero caramellato e dalla schiuma poco persistente;
la Spaten, di colore giallo dorato, con schiuma piuttosto persistente, aroma di erbe e gusto lievemente amaro;
l’Hacker-Pschorr, dall’aroma fruttato e dal forte gusto di lievito, con schiuma persistente;
la HB, delicata, dal classico aroma di malto e dalla schiuma compatta.
 
Denominatore comune è la produzione rigorosa, che si attiene ai rigidi standard sanciti dall’editto Reinheitsgebot del 1516, secondo il quale, quattro sono gli ingredienti consentiti in fase di fabbricazione. Si tratta di orzo, luppolo, malto e lievito.
 
Regole secolari, come è l’appuntamento che ha per protagonista questa bevanda dal colore dell’oro: l’Oktoberfest si rinnova da 203 anni e quest’anno celebra la sua 180esima edizione. Per oltre 20 anni, infatti, la festa della birra è stata sospesa a causa di guerre o epidemie.
Un evento ultracentenario, eppure mai ‘over’. E come potrebbe esserlo?
Ogni anno, la storica area di Theresienwiese si trasforma in luna park, con bancarelle e sfilate, stand e chioschetti e, poi, würstel e salsicce, brezel e birra a fiumi.

Ad aprire le danze, il sindaco di Monaco, che rompe la prima botte a colpi di martello e spilla la prima birra.

O’zapftis! (‘Il barile 'e stato aperto!’): che Oktoberfest sia!