Le regole di una corretta igiene orale
"Un sorriso è un modo molto economico per migliorare il tuo aspetto", sosteneva il poeta statunitense Jean Toomer. A patto che sia esibito nella sua versione migliore, rispondiamo noi.
 
Perché questa semplice e fondamentale arma di bellezza sia al massimo del proprio splendore, è fondamentale seguire le regole della corretta igiene orale.
Ma quali sono?
Per fare chiarezza sulle norme delle quali tenere conto per illuminare il tuo sorriso, ecco un vademecum della corretta igiene orale.
Innanzitutto, gli attrezzi del mestiere: spazzolino, dentifricio e sbiancante, filo interdentale e colluttorio.
 
Pronti gli arnesi, procediamo alla loro scoperta.
 
Facile dire spazzolino. La scelta corretta di questo strumento basilare deve tenere conto delle caratteristiche, quali manico, testina e setole.
L’impugnatura deve essere ergonomica, cosicché lo spazzolino non scivoli durante l’utilizzo, e la testina deve essere tendenzialmente piccola, così da raggiungere ogni angolo della bocca.
 
Proprietà da considerare con attenzione, poi, sono le setole.
Morbide, medie, oppure dure? La scelta migliore è l’equilibrio: ideali sono le setole di media durezza.
Le setole troppo morbide possono essere meno efficaci quanto a rimozione della placca batterica (sono indicate in caso di gengive molto delicate), mentre le setole eccessivamente dure possono risultare aggressive su denti e gengive.
A questo proposito, è bene utilizzare spazzolini con setole sintetiche. Quelle naturali, difatti, sono irregolari e tendono a spezzarsi con facilità. Ciò può causare micro lesioni a gengive e smalto. Inoltre, le setole naturali assorbono molto l’acqua e restano umide a lungo e ciò le rende meno igieniche.
Anche la disposizione delle setole è importante: quelle di diversa altezza e quelle incrociate assicurano una migliore pulizia tra i denti, mentre quelle con inserti in gomma hanno funzione sbiancante.
A proposito di inserti, esistono spazzolini dotati di testina con retro in gomma, utile come pulisci lingua.
 
Infine, le domande più frequenti.
Meglio lo spazzolino manuale o quello elettrico?
L’efficacia dei due attrezzi è pressoché la medesima. Se quello elettrico aiuta i movimenti, assicurando uno spazzolamento rapido, la vera differenza sta nell’utilizzo dello strumento (nello spazzolamento, insomma).
Quanto a lungo devo spazzolare i denti?
Il minimo è due minuti, anche se – più importante del tempo – è la tecnica di spazzolamento utilizzata.
Quando e come devo lavare i denti?
Spazzola i denti con regolarità dopo ogni pasto. Se utilizzi uno spazzolino manuale, effettua un movimento rotatorio, partendo dall’area posteriore della bocca, per poi raggiungere il centro. Procedi allo stesso modo per l’interno, riservandoti di utilizzare lo spazzolino in verticale per il retro della parte anteriore dell’arcata.
Se, invece, disponi di uno spazzolino elettrico, posiziona la testina perpendicolarmente alla superficie dei denti e premi lievemente, procedendo di dente in dente.
Quando devo cambiare lo spazzolino?
Da sostituire con frequenza– ogni tre mesi va gettato via in presenza di setole piegate o deformate.
 
 
Compagno inseparabile dello spazzolino è il dentifricio. In pasta, gel o fluido, aiuta il lavoro dello spazzolino (che resta il mezzo principale quanto a rimozione di residui alimentari e placca batterica), completando il lavoro di pulizia, lasciando in bocca la sensazione di freschezza e pulizia che favorisce lo splendore del nostro sorriso.
In commercio, lo trovi nelle più svariate forme. I più diffusi sono i dentifrici al fluoro, il quale remineralizza lo smalto, indurendo la superficie dei denti e proteggendoli dalla carie, e quelli antiplacca, antitartaro e antisettici che contengono sostanze antibatteriche, che rallentano la formazione di placca batterica e tartaro.
Quanto agli sbiancanti, si tratta di prodotti abrasivi, forniti di sostanze in grado di rimuovere i pigmenti che si depositano sulla superficie dei denti. È consigliabile, quindi, alternarli a dentifrici tradizionali.
 
Fin qui, i fondamentali.
Una volta terminata la fase di spazzolamento, è il turno di filo interdentale e collutorio.
Il filo interdentale raggiunge i punti dove lo spazzolino non arriva e rimuove placca e residui di cibo. Due le versioni: multifilamentare o monofilamentare. Il primo esiste con cera o senza cera ed è composto da più fili, quindi può spezzarsi o sfaldarsi. Il secondo è più resistente e scivola agevolmente tra i denti.
Taglia una buona sezione di filo, avvolgilo intorno al dito indice di ognuna delle due mani e tienilo tra pollice e indice, lavorando con circa due centimetri. Inseriscilo alla base, tra due denti, incurvandolo leggermente, quindi fallo scivolare su e giù. Passa da un dente all’altro utilizzando una parte di filo intonsa.
Il filo interdentale va adoperato ogni giorno, così da prevenire l’accumulo di placca.
 
Infine il colluttorio: elimina i germi nascosti nelle zone più difficili da raggiungere.
Effettua semplici risciacqui di 30-60 secondi ed evita di utilizzare colluttori contenenti alcol, in caso di lesioni della bocca.
 
Insomma, la regola generale per esibire un sorriso che illumini è eliminare quotidianamente la placca batterica che, se non correttamente rimossa, si indurisce, trasformandosi in tartaro, pericoloso per la salute dei denti e dannoso ai fini di un bel sorriso.